Chiesa Santa Maria Maddalena
La Chiesa di Santa Maria Maddalena si trova nella frazione Marchesi, isolata rispetto al nucleo abitato. Fu costruita tra la fine del XVIII secolo e l'inizio del XIX secolo sui resti di un primo edificio di culto.
L'edificio presenta una facciata semplice, con un portale incorniciato in laterizio e una finestra termale sopra. All'interno, la pianta è a croce greca, con cappelle laterali che si aprono sulla navata tramite archi a tutto sesto. Il presbiterio, rialzato, ospita un altare rivolto verso l’abside. La luce naturale entra attraverso finestre termali e oculi nelle cappelle, creando un’atmosfera serena. La struttura muraria è realizzata con blocchi di pietra irregolari, mentre il tetto a due falde è supportato da capriate e travi in legno, rivestito da coppi. Un antico documento, risalente al 1198, menziona una chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena situata nella frazione di Acquosi. In questo atto si attesta che l’edificio era soggetto all’abbazia di Sant’Angelo infra Ostia di Esanatoglia, segno della rilevanza che questa chiesa aveva già nel contesto religioso e territoriale del tempo. La frazione di Acquosi si trova lungo la strada provinciale che collega Gagliole a Matelica, a circa 1,5 km dal centro abitato di Gagliole. Oggi il borgo è suddiviso in due nuclei distinti, noti localmente come Acquosi Alto e Acquosi Basso. Sulla cartografia dell’Istituto Geografico Militare in scala 1:25.000, queste due aree sono indicate rispettivamente come Villa Baldoni, situata a 489 metri sul livello del mare, e Acquosi, posta a 438 metri. A monte di Villa Baldoni, a 563 metri di altitudine, sorge ancora oggi la chiesa di San Giovanni, uno degli edifici religiosi storici del villaggio e, con ogni probabilità, il più antico tra quelli ancora visibili. È proprio a questa chiesa che si riferisce il documento più antico riguardante Acquosi, datato 1198, in cui si afferma che essa era soggetta all’abbazia di Sant’Angelo infra Ostia di Esanatoglia. Nel testo si legge infatti: “jus quod habetis in Ecclesia S. Joannis (sic) de Lacurse”. Ulteriori attestazioni si trovano nelle Rationes decimarum del 1299, dove è citato un certo don Angelo, cappellano della chiesa di San Giovanni di Acquosi: “…dompno Angelo cappellano S. Johannis de Iaccufis”. Nel corso del XVI secolo, Acquosi ricompare nella documentazione notarile come villa, insieme alla chiesa di San Giovanni, che continua a essere menzionata anche durante le Visite apostoliche e pastorali del 1572 e del 1582. Dal resoconto della seconda visita si apprende che la chiesa, pur priva di sagrestia, disponeva di una casa parrocchiale. La parrocchia comprendeva all’epoca 61 famiglie, per un totale stimato di circa 300 abitanti. L’attuale aspetto della chiesa di San Giovanni corrisponde a quanto riportato già nei catasti del XVIII secolo. Una nuova chiesa compare nella documentazione a partire dal 1830: si tratta di un edificio dedicato a San Costanzo, probabilmente costruito per sostituire la precedente chiesa di San Giovanni, giudicata troppo scomoda. L’attuale parrocchiale ha quindi ereditato il titolo di San Giovanni Battista dalla chiesa originaria. L’antica chiesa di San Giovanni, più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, è oggi un edificio di dimensioni considerevoli, pari a circa due terzi della Pieve di San Zenone. Attualmente non è officiata. Non sono visibili, nei dintorni, altri resti di superficie degni di nota.