Museo Diego De Minicis
Il Museo Diego De Minicis, nella suggestiva ex chiesa del Suffragio, celebra l’eredità dello scultore petriolese, fondendo classicismo moderno, tradizione e innovazione in un percorso tematico che valorizza le sue opere e il suo talento.
L’artista, nato a Petriolo nel 1913, si trasferì a Milano per intraprendere gli studi artistici, fu allievo prediletto dello scultore Francesco Messina. La formazione accademica, unita alla forte impronta del suo maestro, segna profondamente il linguaggio plastico di De Minicis, orientandolo verso un classicismo moderno, fatto di equilibrio formale, attenzione all’anatomia e una plastica morbida ma intensa. Il suo stile si sviluppa in un periodo storico in cui l’arte italiana è attraversata da forti tensioni ideologiche e da un dialogo costante tra tradizione e modernità. Attivo negli anni Trenta, De Minicis partecipa a concorsi e mostre che rispecchiano il gusto ufficiale dell’epoca, orientato verso un’arte pubblica, celebrativa e fortemente simbolica. L’ambiente culturale milanese, dominato ancora da accademie e da un certo rigore formale, lo spinge a elaborare un linguaggio espressivo monumentale, ma sempre misurato, legato a una visione etica e collettiva dell’arte. Il museo è ospitato nella restaurata ex chiesa del Suffragio del XVIII secolo. Il percorso museale si sviluppa su tre livelli, in un ambiente arioso e moderno, seguendo un criterio tematico anziché cronologico, per restituire al visitatore una visione più profonda dell’opera di Diego De Minicis. Il piano terra accoglie il visitatore con una sala ampia, dove sono esposte alcune delle opere più significative: i modelli per il concorso del monumento a Filippo Corridoni (1935), gli altorilievi della Via Crucis, il busto di Luciani e l’Autoritratto del 1941. Le opere dialogano con riferimenti al contesto artistico maceratese, alcuni dei quali provenienti dal Museo Palazzo Ricci. Il focus è dedicato alla vicenda del concorso di Corridonia e alla nascita della cosiddetta “Piazza Metafisica”. Il primo livello approfondisce la biografia dell’artista e il suo rapporto con la Milano degli anni Venti e Trenta. In questo spazio sono presentate opere influenzate dal maestro Francesco Messina, fotografie di lavori oggi perduti e una selezione di disegni, dipinti e sculture in gesso. L’allestimento richiama il clima culturale del ventennio, mettendo in evidenza i riferimenti ad artisti come Arturo Martini, Mario Sironi e Gino Severini. Il secondo livello ospita una raccolta di gessi e disegni d’archivio, che documentano la maturazione stilistica di De Minicis e il progressivo sviluppo di un linguaggio artistico personale, intenso e sofferto. Lo spazio museale ospita occasionalmente mostre temporanee di artisti contemporanei, creando un dialogo vivo e dinamico con l’opera di Diego De Minicis. Questi confronti trasversali arricchiscono la lettura del suo lavoro, mettendone in risalto l’attualità e la capacità di ispirare nuove visioni artistiche.