Museo dei Legni Processionali “Mons. M. Manfroni”
Il Museo dei Legni Processionali è uno scrigno di arte sacra nascosto tra le vie del centro storico, conserva legni processionali, arredi sacri, ex voto e preziose opere d’arte, tra cui tele del XVI secolo di Durante Nobili e Andrea de Magistris.
Il Museo si trova presso la sede della Confraternita del Santissimo Sacramento, in un ambiente raccolto e suggestivo che conserva l’anima religiosa e popolare di Petriolo. Riaperto dopo un attento restauro nel dicembre 2001, l’allestimento si snoda su più piani, raccontando una storia fatta di fede, riti collettivi e vita quotidiana. Le sale espongono oggetti che un tempo animavano le processioni e la vita devozionale del paese: croci, fanali, bastoni priorali, reliquiari, statue, dipinti. Materiali carichi di significato, espressione diretta della fede popolare. A questi si affiancano manufatti più preziosi, come il grande velo omerale ricamato nel 1745 dalle monache del convento di Corridonia, un lavoro minuzioso quasi musicale e lo straordinario ostensorio realizzato nel 1782 dall’orafo maceratese Domenico Piani. Tra gli oggetti che colpiscono di più ci sono un angelo d’argento realizzato dopo l’epidemia di colera del 1865, che reca tra le mani un plastico del paese; una corona dedicata alla Madonna della Misericordia, forgiata nel 1946 con l’oro donato dalle famiglie di Petriolo come ex voto per la fine della Seconda Guerra Mondiale; e una suggestiva croce passionale dorata del XVIII secolo, scolpita come un tronco d’albero intrecciato da girali d’olivo. Da segnalare alcune opere d’arte significative: una “Annunciazione” di Durante Nobili, la “Natività” di Giovanni Andrea de Magistris e una delicata “Madonna della Pace” del XVIII secolo attribuita ad Achille Gualtieri. In un antico armadio, come un piccolo scrigno del tempo, è conservato l’archivio delle Confraternite della Misericordia e del Santissimo Sacramento. Dentro, pagine che parlano di messe, conti, adunanze e dell’antico monte frumentario. Il documento più antico risale al 1553: un filo diretto con il passato della comunità.