Ricettività
Eremo Santuario di Sant’Angelo in Prefoglio

Eremo Santuario di Sant’Angelo in Prefoglio

L’Eremo di Sant'Angelo in Prefoglio, noto anche come Eremo dei Santi, fu fondato dai Benedettini nel XII secolo. Nel corso del XIV sec. l’insediamento passò ai Canonici. La parte più esterna dell’edificio risale al XIX sec.

L’edificio religioso sorge sopra una grotta considerata sacra sin dall’epoca precristiana, ancora visitabile. Al suo interno si raccoglie una sorgente d’acqua che, secondo la tradizione popolare, possiede proprietà terapeutiche ed è contenuta in una piccola vasca scavata nella roccia. Il santuario fu frequentato per scopi taumaturgici, come testimoniano gli ex-voto e le numerose stampelle lasciate in devozione per grazie ricevute. Attraverso un basso e stretto passaggio si accede alla sorgente miracolosa, ritenuta benefica per dolori reumatici, sciatici e, secondo alcuni, anche per mal di testa. Sulla facciata esterna della chiesa è visibile una lapide semicircolare composta da più frammenti, originariamente collocata sull’arco della porta d’ingresso. La lastra è decorata con un motivo a intreccio che incornicia una croce centrale, ai lati della quale si ergono due leoni raffigurati nell’atto di mordersi la coda. Questa iconografia è tipica dell’arte romanica, dove il leone assume la funzione simbolica di guardiano del luogo sacro. ANNI D(OMI)NI SUNT MCXLVIII IN-DICTIO XI / P(RI)OR DEUTESALVE ET FRIDERICUS DUX ALBERTUS COMES GISLA ET ALII / ET ALIORUM HOMINES QUI ADIUTORIUM IMPENDER(UNT) VIVANT IN Xo (CHRISTO)”. La lapide ricorda un intervento edilizio, probabilmente la monumentalizzazione della grotta micaelica, realizzato nel 1148 dal priore Diotisalvi con l’aiuto del duca di Spoleto Federico, del conte Alberto, di Gisla e della loro gente di discendenza longobarda. Alberto, conte di Prefoglio, e probabilmente sua moglie Gisla, potrebbero aver scelto il santuario come sepolcreto della loro famiglia, come suggerisce il sarcofago romano per bambino oggi usato come altare. Nel 1252 il castello di Prefoglio fu venduto al Comune di Camerino, ma i domini mantennero lo iuspatronato sul santuario, gestito da un capitolo canonicale. Un documento del 1372 cita «un priore e nove canonici» e una lapide del 1446 ricorda Domina Alphonsi. Gli ultimi priori furono nominati nel XVII secolo, poi l’eremo fu curato da eremiti laici. Nel XVIII secolo il santuario fu ridedicato ai Santi, legando la tradizione alla presenza di Pietro e Paolo, considerati primi evangelizzatori della zona. Il santuario è avvolto da numerose leggende. Una racconta di un gallo che, entrato nella grotta, ne uscì da un’altra lontana, facendo sognare gli speleologi su possibili complessi ipogei. Si narra inoltre che Pietro Angeleri, futuro papa Celestino V, dopo la rinuncia al papato, si sia rifugiato qui. Un’altra leggenda parla delle colonne dell’eremo che dopo essere state trasferite alla chiesa di Pievetorina, furono ritrovate misteriosamente al loro posto nella grotta. Si racconta anche di una bambina muta che, era di passaggio nel territorio, alla vista del santuario cominciò a parlare. Infine, una leggenda narra che una persona riuscì a trovare la cassa di un tesoro nascosto nella gola, quando tentò di aprirla fu sorpreso da corvi e dovette fuggire, lasciandolo lì.

Comune
Pieve Torina
Indirizzo
SP 96, 62036 Pieve Torina (MC)
Telefono
+39 0737 518022
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