Ricettività
Chiesa di San Giovanni Battista

Chiesa di San Giovanni Battista

La chiesa di San Giovanni Battista ad Appignano, con impianto settecentesco e campanile gotico, conserva tracce della fortificazione del 1443. Ricca di opere d’arte, fu decorata nel 1931 da Tommaso Gentili con scene della vita del Battista.

Tradizione vuole che la chiesa di San Giovanni Battista fu fondata intorno al 1200 dai monaci cistercensi, ma le prime documentazioni collocano la costruzione dell'edificio nel 1443, in seguito alle occupazioni di Alessandro Sforza. L’attuale abside, infatti, un tempo era un torrione poligonale, poi adattato a funzione ecclesiastica mediante il tamponamento degli spazi intermerlari e il taglio della scarpa. La struttura venne ampliata nella seconda metà del XV secolo, periodo in cui fu eretta anche la torre campanaria, la cui cella presenta all’esterno una raffinata decorazione in cotto con archetti pensili lobati. Proprio in questa fase fu realizzata la nuova abside, sfruttando la preesistente struttura difensiva. Nel XVI secolo si verificò la fusione della pieve di San Giovanni con quella di San Pietro, testimoniata dalla pala collocata sopra l’altare maggiore. Essa raffigura i santi Pietro e Giovanni Battista, la Madonna in trono con il Bambino, Santa Caterina d'Alessandria e due donatori. Un documento datato 12 marzo 1519 attesta il lascito di ser Giacomo di Lucangelo per la realizzazione di una pala destinata all’altare maggiore della pieve di San Giovanni, opera affidata a Marchisiano di Giorgio da Tolentino. La pala è databile tra il 1519 e il 1534. Il preposto Giuseppe Fiorani, nelle sue Memorie ecclesiastiche di Appignano, descrive la presenza di sette altari: oltre a quello maggiore, vi erano quelli dedicati a Santa Lucia vergine e martire, a San Giacomo e San Vincenzo Ferreri, a San Bartolomeo Apostolo, al Santissimo Rosario e a San Giuseppe. Tra il secondo e il terzo decennio del Seicento fu ricostruito l’altare di San Giuseppe, ornato da una pala raffigurante lo Sposalizio della Vergine. Nel 1626 la comunità commissionò un Cristo per il pulpito, opera perduta, anche perché nel 1753 il pulpito fu rifatto, con l’intenzione che fosse pronto per la Quaresima del 1755. Intorno al 1750 la chiesa subì un’importante ristrutturazione. L’impianto fu ridefinito con una navata unica fiancheggiata da tre cappelle per lato. Il portale fu conservato e arricchito dal cartiglio barocco che ricorda la consacrazione della chiesa rinnovata a metà Settecento. Nel 1931 l’interno fu decorato dal pittore Tommaso Gentili di Osimo. Nella calotta absidale è raffigurato il Battesimo di Cristo; ai lati, la Predica del Battista e la Decapitazione del Battista. La volta del coro presenta la colomba dello Spirito Santo in stucco, mentre le vele sono ornate da cherubini che sorreggono festoni. La volta della navata mostra al centro il Salvator Mundi e i simboli della Passione, racchiusi in riquadri incorniciati, insieme ai quattro Evangelisti. Nelle vele sopra le finestre si trovano medaglioni con busti di santi.

Comune
Appignano
Indirizzo
Via Paladini 44, 62010 Appignano (MC)
Telefono
+39 0733 57521 (Comune)
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