Ricettività
Santuario di Santa Maria in Via

Santuario di Santa Maria in Via

La Chiesa di Santa Maria in Via risale al XIII secolo e custodisce un’icona della Madonna col Bambino di grande valore storico e devozionale. Secondo la tradizione questa, fu portata dai crociati, ma studi recenti la attribuiscono al Maestro di Camerino.

Le prime attestazioni della chiesa risalgono al 1299 nelle Rationes decimarum e a un testamento del 1341, nove anni prima del leggendario ritorno da Smirne di mille crociati che, secondo la tradizione, portarono con sé l’immagine della Madonna. Nel XVI secolo l’edificio si presentava come una costruzione povera e irregolare, e l’icona era conservata in una cappella angusta. L’attuale chiesa fu edificata tra il 1639 e il 1642 su progetto di Andrea Sacchi, grazie all’acquisto dell’area da parte del cardinale Angelo Giori. La nuova struttura inglobò l’oratorio, la canonica e altre abitazioni. Nel 1643 vi fu collocata l’immagine mariana, e l’edificio fu consacrato nel 1654. La pianta della chiesa è ellittica: sull’asse maggiore (28 metri) si trovano il presbiterio e, al lato opposto, un’esedra con l’ingresso principale. Sull’asse minore si aprono quattro cappelle semicircolari e due porte laterali. Ai lati dell’ingresso si trovano il battistero (a sinistra) e la cappella del Crocifisso (a destra); in corrispondenza dell’abside si trovano invece l’oratorio della confraternita e la sacrestia, da cui si accede all’edicola della Vergine, aperta verso la chiesa. La volta in mattoni, crollata con il terremoto del 1799, fu sostituita da un tetto a capriate e da una volta ribassata in camorcanna, indipendente e visibilmente troppo alta rispetto al timpano. L’esterno, in mattoni, è semplice, con una facciata a due piani sovrapposti scandita da paraste verticali. Il portale e l’architrave poggiano su stipiti in pietra arenaria, in parte sostituita malamente con cemento. L’interno conserva l’originaria armonia architettonica e la decorazione realizzata nel 1896: le pareti in finto marmo policromo furono opera di Adami da Roma e Ferranti da Tolentino. La volta fu affrescata da Giuseppe Rinaldi, detto “lo Spazza”, con scene della vita e dei misteri di Maria. Più accademica la decorazione del presbiterio, eseguita da Orazio Orazi, pittore camerinese, che raffigura l’arrivo dell’icona da Smirne e la sua incoronazione, ambientando la scena in una Camerino ottocentesca. Secondo la tradizione, la tavola mariana fu portata a Camerino da Smirne nel 1530, diventando oggetto di grande devozione. Tuttavia, studi critici più recenti ne attribuiscono l’origine al Maestro di Camerino, un ignoto pittore attivo nelle Marche nel XIII secolo, tra il 1265 e il 1275, con formazione umbro-marchigiana e influenze della scuola di Spoleto. Lo stesso autore della Madonna conservata presso il Fogg Art Museum di Harvard (Cambridge). Il restauro del 1973 ha consolidato il supporto ligneo, fissato la pellicola pittorica e restituito luminosità ai colori, offuscati da fumo e sporco. La Madonna è rappresentata con solenne ieraticità bizantina, in una composizione simmetrica, con disegno raffinato, colori vividi e fondo argentato dorato “a mecca”. Notevole la scena dell’Annunciazione nella predella, con figure raccolte e cariche di sentimento, immerse in uno spazio architettonico ben definito. Una scritta gotica ne esplicita il significato: “Virgo parit Christum velut angelus intimat ipsum”. Nella cappella di destra dell’esedra, un tempo tomba del cardinale Giori, si venera un Crocifisso in cartapesta, molto espressivo, proveniente dalla cappella Strada di Beldiletto. Con esso, nel 1750, san Paolo della Croce benedisse il popolo di Camerino a conclusione di una missione. Il cardinale Giori fece decorare le quattro cappelle laterali con dodici tele, affidandole a “pittori celebri”: una sopra ogni altare, due ai lati. Molte sono copie, ma di buona qualità. Nella prima cappella a destra, i Santi Francesco di Sales e Francesco di Paola sono opere del Sacchi, come probabilmente anche le tele della cappella di fronte. Nella seconda, campeggia una replica dell’Arcangelo Michele del Reni, mentre nella cappella opposta si trova una Flagellazione di scuola caravaggesca, forse la migliore del ciclo. Due tele di Valentin de Boulogne, San Giovanni Battista e San Girolamo, sono conservate in sacrestia. Databili attorno al 1628-1630, si distinguevano per sobrietà monumentale, introspezione e colori trasparenti, e dovevano originariamente ornare i portali delle due sacrestie. Nell’oratorio della confraternita si trovano, oltre a sette apostoli attribuibili alla scuola del Sacchi, un Sant’Andrea, copia antica da Simone Vouet, pittore vigoroso e realistico.

Comune
Camerino
Indirizzo
Via Pieragostini, 36, 62032 Camerino (MC)
Telefono
+39 0737 431401 (Comune)
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