Ricettività
Palazzo Ducale

Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale di Camerino, nato dall’unione di tre edifici tra XIII e XV secolo, venne ampliato da Giulio Cesare da Varano. Fu sede dello Stato Pontificio e dell’Università. Custodisce un quadriportico con balcone panoramico sui Sibillini.

L'edificio si erge strategicamente nei pressi della cattedrale, nel punto più sacro della città, sulla sommità del colle, proprio dove questo si abbassa, rendendo necessarie le fondazioni sul ciglio della rupe, su due terrazze più in basso, per non restringere eccessivamente lo spazio della piazza. Le prime notizie del palazzo risalgono agli anni successivi al sacco di Camerino da parte del re Manfredi (1259), quando Gentile I da Varano, podestà della città, costruì un edificio nel quartiere di Sossanto (probabilmente su un complesso fortificato che occupava tutto il lato nord della città), recuperando le cosiddette “Case Vecchie”. Già dal 1266 fu in grado di ospitare gli uffici del Comune, che fino ad allora non avevano una sede. Il piano fondativo del palazzo è costruito su pilastri quadrati che sorreggono arcate a tutto sesto, due delle quali ancora visibili e forse appartenenti a una facciata. Il primo nucleo del palazzo, verso San Venanzio, era probabilmente collegato alla Cattedrale fino alla fine del XIII secolo, quando la fortificazione, con una torre a murature spesse e loggia ad arcate, venne interrotta con l’apertura della Porta Gentile. Resti di tale unione si potevano ancora individuare nel Ponte di Madonna, che dal 1259 al 1570 collegava il palazzo alla cappella gentilizia del Duomo. Una seconda fase edilizia si ebbe sotto Venanzio, nella seconda metà del Trecento, dopo l’ottenimento del vicariato apostolico. Egli costruì più a monte, accanto alla torre esistente, che divenne parte integrante della nuova architettura e servì da collegamento verticale ai tre piani. Il palazzo, ancora incompleto nel 1418, aveva al piano nobile una Sala Grande per feste e ricevimenti, con otto finestre, due camini, soffitto ligneo e decori quali arazzi, affreschi, intarsi. Il cosiddetto Palazzo Vecchio, composto dalle Case Vecchie e dal Palazzo di Venanzio, venne ampliato e unificato da Giulio Cesare tra il 1464 e il 1475, mediante la costruzione di imponenti volte laterizie ad opera di maestranze lombarde. Caratteristici erano anche gli orti alla base dell’edificio e lo spazio pensile che collegava il piano terra ai giardini sottostanti. Tra il 1489 e il 1492 Giulio Cesare da Varano fece costruire il “Palazzo Nuovo” su preesistenze, inizialmente forse separato dal Palazzo Vecchio. Del complesso resta il cortile (Logia Magna), restaurato dalla Soprintendenza. Il quadriportico costruito attorno, forse di Baccio Pontelli, è simile a quello del Palazzo Ducale Urbino. Sul lato ovest del cortile si accede a un balcone in muratura e ferro battuto che si affaccia sulle mura, sull’orto botanico e offre vista sui Sibillini. Le sale, tra cui la Sala degli Sposi con affreschi quattrocenteschi, si aprono attorno al cortile. Nel 1571, con la fine della Signoria e la trasformazione in Palazzo Apostolico, furono costruiti cinque contrafforti per sostenere la parte a valle. Nel 1749, dalla Sala Grande del Palazzo Apostolico, ceduta al Comune, si ricavarono otto aule per l’Università, con un corridoio centrale. Nel 1760 si intervenne con il consolidamento strutturale tramite pilastri e sottarchi nel cortile maggiore e catene nei sotterranei. Nuove acquisizioni da parte dell’Università avvennero intorno al 1950. Tra il 1976 e il 1978 iniziarono i restauri della Soprintendenza, che portarono al recupero del cortile e delle sale voltate delle “Case Vecchie”. Nel 1985 vennero rinvenuti, nascosti da una scialbatura, ambienti affrescati nel piano terra del palazzo di Venanzio. Lungo la cornice esterna, lo stemma dei Da Varano si alterna alla rosa dei Malatesta e al nodo d’amore, simbolo del matrimonio tra Giulio Cesare e Giovanna Malatesta. All’interno sono particolarmente suggestivi i sotterranei, vi si trovano l’aula della Muta, che un tempo ospitava le voliere degli uccelli da richiamo per la caccia dei Da Varano, e l’aula Scialoja, ancora con arredo settecentesco. A valle si estende l’orto botanico, raggiungibile dalla loggia tramite una lunga scala a chiocciola del XVI secolo.

Comune
Camerino
Indirizzo
Via del Bastione, 1, 62032 Camerino MC
Telefono
+39 0737 431 401 (Comune di Camerino)
Top