Opera del Bellente
L’opera celebra Pietro Masi, detto Bellente, brigante di Appignano che sfidò la leva napoleonica. Morto a 23 anni, simbolo di coraggio e libertà, è raffigurato in ceramica dipinta, modellata con maestria dalle mani del Messi.
Il giovane brigante nato ad Appignano nel 1789, ribelle e scaltro, divenne il simbolo della resistenza popolare contro la dura leva napoleonica che strappava i giovani dalle famiglie per mandarli in guerra. Amato dalla gente per il suo coraggio e la sua astuzia, Bellente visse come un fuorilegge e morì da eroe a soli 23 anni, cadde combattendo, preferendo la morte alla resa. Nella ceramica lo vediamo con il fucile alzato, il volto fiero e le parole che ancora ne raccontano lo spirito: «Mortu sì ma viu no» — morto sì, ma mai vivo e prigioniero. A sfidarlo, un soldato napoleonico che gli intima «Arrenditi Bellente», invano. La sua figura, tra mito e realtà, è rimasta scolpita nell’immaginario collettivo di Appignano, tanto che ogni anno rivive nella rievocazione storica “La Notte del Bellente”, quando il paese celebra il coraggio di un giovane che difese fino all’ultimo la sua libertà.