La quintessenza del territorio
Biblioteca Ascariana

Biblioteca Ascariana

Storia L’aggettivo Ascariana, che distingue questa biblioteca, deriva dal cognome del monaco silvestrino Giovanni Ludovico Ascari, al quale si deve la donazione che ne costitisce l’origine. Giovanni Ludovico, al secolo Giacomo, nacque a Mirandola, in provincia di Modena, nel 1680; entrato nella Congregazione silvestrina, fu affiliato, subito dopo la sua professione – avvenuta nell’anno 1722 – al monastero di S.Benedetto di Cingoli dove, tranne brevi allontanamenti, rimase per tutta la vita. Sin da subito, contando su un ingente peculio privato, iniziò ad acquistare libri, venendo così ad incrementare notevolmente la piccola “libraria” che il monastero forse già possedeva. Nel 1745 un breve del papa Benedetto XIV, emanato su richiesta dello stesso Ascari, istituzionalizzò la raccolta, ne fissò le regole di funzionamento e in qualche modo ne segnò il futuro: la biblioteca sarebbe rimasta a Cingoli aperta al pubblico e qualora il monastero fosse stato soppresso la biblioteca sarebbe stata da intendersi donata e assegnata alla comunità civile cingolana. Così, dopo che i silvetrini furono costertti nel 1810 a lasciare il monastero di S.Benedetto in seguito alla soppressione napoleonica, il Comune, appellatosi al breve di Benedetto XIV, ne ottenne la consegna dalla Tesoreria pontificia. La biblioteca fu collocata nel palazzo Silvestri, allora sede dell’Accademia degli Incolti, che avrebbe provveduto alla custodia e alla apertura. Qui rimase fino al 1872 quando, essendo l’Accademia in via di scioglimento, il Comune ne affidò la gestione al seminario vescovile. Nel 1950 il Comune rivendicò il possesso della sua biblioteca, prevedendone la collocazione in alcune stanze del pubblico palazzo. Nel 1977 finalmente, in ottemperanza alla volontà del fondatore, la biblioteca Ascariana diviene proprietà comunale. Questa raccolta libraria – circa 3.000 edizioni – costituisce il più importante fondo antico dell’attuale biblioteca comunale.

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