Arte e Cultura

La Madonna che allatta il Bambino

La Madonna che allatta il Bambino

Menzionata per la prima volta in inventario nel 1727, che la descrive in uno dei due altari laterali della non più esistente Chiesa di S. Maria di Gesù.

“La tavola di cui si può ancora intuire la forma cuspidata a sesto acuto costituiva probabilmente la parte centrale di un polittico, i cui pannelli restanti sono andati persi o distrutti.
La Vergine è seduta su un ampio trono marmoreo, finemente decorato nella parte superiore con elementi zoomorfi. Alle sue spalle si erge il consueto panno sacro, della cui sontuosa decorazione ormai si è persa totalmente la percezione.

Il capo della Vergine, coronato e cinto da aureola dorata, è coperta da una serie di veli: da quello finissimo, che le contorna il volto, a quello decorato e frangiato sino a quello candido fermato dalla corona. Proprio la presenza di questo particolare scialle frangiato, induce, a datare l’opera dopo il 1470, posteriormente al polittico di Porto San Giorgio, ove questa caratteristica iconografica ancora non compare. La Madonna indossa un’ampia veste rossa stretta in vita ed è avvolta da un ricco mantello decorato con perle e arricchito da un prezioso razionale [gioiello ornamentale di uso liturgico]. Al mantello si aggrappa con forza il Bambino che, colto nel momento dell’allattamento, volge il suo sguardo all’astante, fornendo al pittore l’occasione di realizzare uno dei tanti scorci arditi caratteristici della sua opera.

Il gruppo divino, attorniato da testine di cherubini, si distingue per un rinnovato dialogo tra Madre e Figlio.

La Madonna, infatti, è raffigurata nell’atto di frenare con decisione e fermezza la vivacità del Bambino.”

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