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Matelica

Matelica

A 354 m. slm, questa cittadina si trova in un’ampia vallata, tra la confluenza del Fosso di Braccano con l’Esino. Centro di origine picena di cui sono stati rinvenute recentemente delle necropoli nel territorio comunale, si sviluppa poi come municipium romano nel I secolo d. C.. Sede vescovile già dal V secolo fu successivamente sottomessa al Ducato di Spoleto e alla Signoria degli Ottoni fino al 1578. Fu un importante centro di produzione e di lavorazione dei panni lana. Nell’immediato dopoguerra si sono sviluppate molte attività industriali (in particolare di confezioni e metalmeccaniche). Il suo territorio, per la posizione e per il suo clima, è rinomato per la produzione del Verdicchio, vino bianco doc.

L´audioguida

La visita

La piazza, oggi dedicata ad Enrico Mattei fondatore dell’ENI che visse a Matelica, ricalca la piazza del municipium romano e quella del periodo Comunale, quando vi si affacciavano tutti i principali edifici pubblici del periodo. Al centro vi si trova una bella fontana ottagonale in pietra bianca, del 1619. Il Palazzo del Governo del 1271, inizialmente diviso in due nuclei, ospitava i Consoli e il Capitano del Popolo. La vicina Torre civica ospitava nei sotterranei alcuni locali di prigionia. Nel 1511 la famiglia Ottoni fece costruire il loggiato unendo la Torre civica con il Palazzo del Governo. Dall’altro lato della piazza si trovano il Palazzo degli Ottoni del 1472 che oggi ospita la Biblioteca e la Pinacoteca Comunale e il Palazzo Comunale che fu costruito nel corso dell ‘800. La chiesa del Suffragio ha un grazioso interno e conserva una tela raffigurante un Crocifisso con anime purganti attribuita a Salvator Rosa e un San Sebastiano, statua lignea del 1578. Poco lontano dalla piazza si trova la cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, ricostruita tra ottocento e novecento inglobando, al centro della facciata, un campanile del 1474. Altre chiese importanti sono San Filippo e Sant’Agostino. Il Teatro condominiale, intitolato a Giuseppe Piermarini, fu realizzato tra il 1805 e il 1812 su disegni dello stesso Piermarini, architetto della Scala di Milano. Durante l’ultimo restauro sotto la platea e sotto il palcoscenico sono emersi resti di una struttura abitativa di epoca picena e alcuni ambienti termali di epoca romana. Il Museo Piersanti, ospitato nel Palazzo omonimo, quattrocentesco, espone preziosi oggetti d’arte, arazzi, dipinti, ceramiche, mobili e dipinti di scuola marchigiana risalenti ai secoli XV-XVII ecollezionati da Monsignor Venanzio Filippo Piersanti, Prefetto delle Cerimonie Pontificie nel XVII secolo. Il Museo archeologico, ospitato a Palazzo Finaguerra che conserva splendidi saloni finemente decorati, mostra reperti che risalgono all’età del ferro, al periodo romano e fino al medioevo. Molto interessanti sono i corredi funerari di alcune tombe picene rinvenute nel territorio e un rarissimo orologio solare di forma sferica in marmo con iscrizioni in greco.

Da non perdere

Matelica è molto apprezzata per il suo Verdicchio che nasce nella vallata di Matelica compresa tra il Monte San Vicino ad est e la catena dei Monti Sibillini a sud, zona caratterizzata da un’ottima esposizione per i vigneti e da una costante ventilazione. Questo vino bianco è particolarmente adatto al pesce dell’Adriatico e si sposa bene anche anche con il salume tipico maceratese chiamato ciuascolo.

Per approfondimenti vai alla sezione turismo del sito del comune di Matelica.

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