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Montefano

Montefano

Eccoci a Montefano, uno fra i tanti piccoli e bellissimi borghi della nostra regione, le Marche che, come un piroscafo sul mare (A.Cristallini), si adagia dolcemente sulla sommità di un colle (242m s.l.m). Su questo colle vi si rifugiarono, nel lontano 540 d.C., i superstiti abitanti dell’antica Veregra (zona Frate), fondatori di Montefano. Montefano sfruttando al meglio il suo clima mite e temperato, conserva la sua tradizione agricola che si può riscontrare nella produzioni di ottimi vini, di un olio gustoso e raffinato negli aromi e di un miele dolce di elevata qualità.

L´audioguida

La visita

Dopo aver visitato nell’immediata periferia, il parco Veregra, fai un breve giro alla ricerca di alcuni tesori del borgo. Parti dalla piazza principale dove puoi ammirare il vecchio Palazzo Comunale risalente alla seconda metà del ‘500, edificato grazie a Papa Marcello II nato a Montefano nel 1501, la collegiata di S.Donato (1768) e l’imponente palazzo dei conti Carradori risalente al XVI secolo. Inoltrandoti lungo quelle che anticamente erano le mura oggi perse (Montefano nell’antichità era un castello medioevale), sorpassato l’elegante palazzo dei conti Pallotta della Torre del Parco, e girato l’angolo, noterai la piccola chiesa di S. Maria, risalente al 300’. Vi si conservano due antichi dipinti: “La Madonna del Rosario” (XVI secolo) attribuibile forse ad Antonio Palma o a Jacopo Palma (discepolo del Tiziano) e l’Assunzione della Vergine (1569-1570) di Simone de Magistris. Dopo aver ammirato questi due capolavori, attraversata la piazzetta dove si trova la casa natale di Marcello Cervini, poi Papa Marcello II (1555), dirigiti verso i giardini che i Montefanesi chiamano “da bora”, dove si trova l’antica chiesetta di S. Antonio risalente al 1336. Ora, lasciati alle spalle la chiesetta, ritorna verso il centro e attraversa la piazzetta dei Servi di Maria dove si affacciano la settecentesca chiesa e l’ex convento servita (1667), oggi importante sede del Centro Studi Biblici G.Vannucci. La chiesa, in stile barocco, dalla facciata semplice, con due pilastri ai lati della porta sovrastata da un timpano, conserva al suo interno quattro absidi e un bel coro in noce. Da non perdere una visita al Convento, vero scrigno di tesori, nonché all’interessante Museo di arredi religiosi (1600) e preziosi tessuti (testimonianza dell’arte del ricamo marchigiano), allestito nelle grotte sottostanti. Dopo aver dato una fugace occhiata al Torrione Scarpato (1453), ultima vestigia del periodo medioevale, inoltriati lungo via Carradori, dove si ergono i più belli e antichi palazzi del paese. Tra questi il palazzo Carradori-Olivi oggi sede del Comune. Il portale d’ingresso, dalla facciata semplice, è caratterizzato da una cornice modanata decorata con bugne quadrate di origine settecentesca. Suggestivi i magazzini con volte a crociera. Una ripida scala con una volta a botte ci introduce nella sottostante grotta. Il primo piano è impreziosito da raffinate decorazioni visibili sul soffitto. Tornati nella piazza principale, è d’obbligo visitare i due emblemi più importanti del paese. Nella “Collegiata di S. Donato” (1768) vengono gelosamente conservati: un dipinto “L’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele” (1550-1590), sconosciuto l’autore, da poco restaurato, un antico organo costruito (1722) artigianalmente da Giuseppe Fedeli di Rocchetta, un crocefisso ligneo del ‘500 di scultore ignoto e una curiosa memoria per il sagrestano, riguardante il suono delle campane. Chiudi questa breve visita ammirando quello che è senza alcun dubbio il gioiello del paese: il Teatro la Rondinella. La parte che colpisce di più è costituita dalle ringhiere in ghisa che, essendo divise l’una dall’altra, fanno somigliare i palchi a tanti balconcini adorni di antichi merletti. Ecco terminato questo nostro breve giro alla scoperta di alcuni tesori di questo stupendo borgo, Montis Fani, l’antico nome.

Da non perdere

Teatro La Rondinella.

Per approfondimenti vai alla sezione turismo del sito del comune di Montefano.

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