Largo Li Madou
Nuovo spazio urbano rigenerato nel centro storico di Macerata, intitolato a Padre Matteo Ricci (Li Madou, 1552-1610), scuola gesuita e missionario che divenne una figura simbolo del dialogo tra Oriente e Occidente.
L'intervento ha restituito alla città un luogo fino a pochi anni fa in parte degradato (era un cortile/giardino isolato nell’area scolastica) trasformandolo in piazza aperta, accogliente, dove fermarsi, incontrarsi, socializzare. Largo Li Madou sostituisce le denominazioni precedenti (“Giardini Mazzini” / “Largo Donatori del Sangue”) e recupera elementi storici, come le gradinate ottocentesche che evocano la “Piazza delle Erbe”. Un punto forte è la volontà simbolica: con la statua in bronzo realizzata dall’artista cinese Yang Dongbai raffigurante Matteo Ricci assieme al suo discepolo Xu Guangqi, e la copia della stele commemorativa posta sulla tomba di Ricci a Pechino. La collocazione è significativa: lungo via Don Minzoni, nei pressi di edifici importanti (tra cui il palazzo Marefoschi), vicino all’Università di Macerata. Largo Li Madou è pensato come luogo dell’incontro, non solo fisico ma culturale e generazionale, fra studenti, cittadini, comunità locali, ma anche con attenzione internazionale verso la Cina, per rinsaldare il legame con la figura di Matteo Ricci. Vi si tengono eventi culturali: concerti, spettacoli, progetti di inclusione. Ad esempio, “In Opera”, attività dedicate all’opera lirica aperte al pubblico e a fasce sociali più fragili, sono state ospitate qui. Serve anche come punto di riferimento architettonico e paesaggistico: le modifiche hanno previsto il restauro delle murature danneggiate dal terremoto, la cura del verde, l’installazione di arredi urbani, panchine, fontana, per rendere lo spazio più fruibile e bello.