Enogastronomia
Mistrà

Mistrà

Del mistrà e di altri enoliti anisati facevano uso pastori e contadini del maceratese e di altre regioni mediterranee ed europee in genere. Gli enoliti, acquaviti e liquori, nascono nel 1500 e con il passare del tempo si moltiplicano e si differenziano per aromi e proprietà. Gli enoliti anisati sono aromatizzati con anice verde, pimpinella anisum, L., pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Umbrelliferae. Prima ancora che come aromatizzante per liquori, tale pianta veniva usata dai Romani precristiani, sempre con scopi terapeutici nella preparazione del “vinum hippocraticum”, miscela di acqua, vino e anice.

In epoca ancora precedente, l’anice era uno dei trentasei ingredienti del “mithridatium”, bevanda medicamentosa formulata da Crateva, medico del mitico Mitridate, leggendario re che poteva bere impunemente dei veleni. L’anetolo è una sostanza che assunta in piccole dosi, ha azione eupeptica, digestiva, eccitante della secreazione ghiandolare, antimicrobica, antifungina, antifermentativa. Sembra in grado di stimolare la produzione di leucociti e di svolgere azione immunodepressiva. La medicina antica ne faceva tanto uso che i Pastori dell’Alta Val Nerina lo portavano con sé nei lunghi inverni passati a svernare con le greggi in luoghi umidi e malsani come la Maremma. Quanto alla diffusione degli anoliti anisati in Europa, esistono il Pastis di Marsiglia, l’Anisado della Spagna, il Raki della Turchia, il Rak egiziano, il Mastika dei Paesi Balcanici e l’Ouzo, immancabile negli aperitivi greci.

Il nostro Mistrà prende il nome dalla cittadina greca di Mistrà o Misitra, a cinque chilometri da Sparta, conquistata nel 1687 dai Veneziani che importarono in Italia il liquore secco all’anice e il suo nome. A Venezia tale liquore fu così apprezzato da essere anche preparato dai monaci e offerto misto ad acqua per dissetare i fedeli durante la Festa del Redentore. Da Venezia l’uso si diffuse nelle sponde adriatiche dell’Adriatico, fino alla Marca di Ancona prima e di Macerata e Camerino poi. Nelle Marche esiste un altro famoso liquore anisato, l’anisetta che però ha le caratteristiche di un liquore dolce, mentre il Mistrà è un liquore secco ottenuto distillando alcool e semi di anice verde.

Testo di Anna Maria Fedeli, contenuto nella rivista della Provincia di Macerata, Terra delle armonie, anno VII, n°3, 1997.

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