La quintessenza del territorio

Ricotta salata

Salare la ricotta è un ottimo sistema per conservare quella parte che non è consumata fresca. Una volta stagionata si mantiene a lungo senza perdere le sue qualità sensoriali. Si può consumare

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Pecorino al peperoncino

È difficile poter affermare, senza il rischio di smentite, che il pecorino al peperoncino sia frutto della tradizione locale, non di meno da tempo viene fatto, e con successo, unitamente al pecorino

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Ricotta

Si tratta del prodotto più povero dell’arte casearia, che viene fatto con il siero del latte residuato dopo la produzione del formaggio, con aggiunta di una percentuale di latte variabile a seconda del produttore

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Pecorino

Il pecorino è un formaggio ottenuto esclusivamente da latte ovino di provenienza locale. Il migliore è quello prodotto con il latte di aprile e maggio, quando i pascoli sono ricchi di erbe fresche e aromatiche

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Formaggio caprino

Il caprino è un formaggio fatto con latte di capra locale. Di forma cilindrica, il peso oscilla dagli 800 grammi al chilo e mezzo; si consuma fresco o stagionato: è a facce piane, con crosta morbida

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Pecorino al tartufo

Il pecorino e il tartufo sono due prodotti che rappresentano l’espressione della cultura gastronomica locale, ma solo da qualche decennio sono stati messi insieme per dare personalità alle caciotte

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Salsiccia di fegato

Le salsicce di fegato, dette anche “mazzafegato” sono fatte appunto di fegato e carne suina aromatizzate ai fiori di finocchio; di colore scuro, hanno un gusto sapido e un aroma intenso. Per ottenere un

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Ciaringolo

Il ciaringolo, nell’alto maceratese, si consuma infilato in un palettino e cotto in graticola. I più raffinati cultori di questo boccone identificano i ciaringoli con il solo grasso che sostiene l’intestino

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Salame lardellato

Nell’alto maceratese si ha molta cura nello scegliere le essenze legnose da bruciare per aromatizzare i salami, preferendo quelle resinose come il ginepro, non sempre riscontrabile

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Prosciutto

Il termine prosciutto (dal latino perexsuctum, che significa “prosciugato”) si riferisce a un taglio del maiale corrispondente all’arto posteriore fino alla prima fila di ossa del tarso, volgarmente noto come coscia

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